Trento
24 Novembre 2025

Uscire dalla violenza si può. L’impegno di UniTrento

Alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne entrano nel vivo le iniziative di sensibilizzazione promosse dall’Ateneo. Giovedì 27 novembre un momento di riflessione sul tema e l’inaugurazione di una panchina rossa all’ex Manifattura Tabacchi di Rovereto. In programma anche la presentazione di una ricerca sul bullismo di genere (oggi alle 18 a Rovereto) e un convegno sul ruolo del diritto penale nel contrasto agli abusi di genere (mercoledì 26 novembre). Prosegue l’attività dello sportello antiviolenza per chi studia e lavora in Università

In Italia una donna su tre è vittima di violenza fisica o sessuale. Oltre 6 milioni di loro hanno subìto almeno un’aggressione. E aumentano i casi tra le giovanissime tra i 16 e i 24 anni. I recenti dati Istat dimostrano che la strada verso una società più giusta e rispettosa dei diritti delle donne è ancora lunga. E l’Università di Trento continua a fare la sua parte. Non solo in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ma durante tutto l’anno, con gli strumenti che le sono propri. Promuovendo ricerche scientifiche, studi, eventi di sensibilizzazione e di dibattito pubblico. 

In questi giorni le attività si moltiplicano, con un calendario ricco di iniziative.
L’inaugurazione della panchina rossa. Giovedì 27 novembre alle 14 a Rovereto negli spazi dell’Edificio 10 all’interno della ex Manifattura Tabacchi (Piazza della Manifattura, 1) si terrà l’inaugurazione della nuova panchina rossa, simbolo di impegno contro la violenza sulle donne, progettata da studenti e studentesse del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica nell’ambito del progetto “Fuori dall’ombra”. Un momento aperto alla comunità universitaria e alla cittadinanza. L'evento è promosso dal Centro interdipartimentale Mente e Cervello (Cimec) e dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento in collaborazione con Equità e Diversità.  Il programma prevede, oltre all'inaugurazione della panchina rossa, anche un intervento dal titolo "La libertà economica delle donne come contrasto alla violenza" presentato da Isa Maggi, presidente degli Stati generali delle Donne che detengono il marchio delle Panchine rosse.

A seguire, a Palazzo Piomarta (Rovereto – Corso Bettini, 84) la presentazione della mostra "Slightly Out of Focus", che mette in luce il divario di genere nelle professioni. È curata dal fotografo Filippo Tommasoli e da Giuditta Vegro, esperta di strategie culturali. Resterà visitabile fino al 12 dicembre. L’ingresso è libero. Al termine della giornata, un flash mob intitolato "Break the Chain" aperto a tutta la comunità universitaria. Si svolgerà nella sede del Cimec (Rovereto – Piazza Manifattura, 1)

Il progetto “Fuori dall’ombra” è partito nel 2021 per coinvolgere attivamente la comunità universitaria e il territorio trentino sui temi della violenza contro le donne e della disparità di genere. Un progetto partecipativo che coinvolge studenti e studentesse dei dipartimenti e dei centri dell’area Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) protagonisti della progettazione e realizzazione delle strutture in legno che diventano poi strumento e linguaggio innovativo per riflettere sul tema. 
Il programma completo è disponibile qui: https://eventi.unitn.it/it/node/2028

Altre iniziative
La ricerca. Le micro-aggressioni di genere possono influenzare il benessere e le carriere in contesti accademici e professionali. Ma quanto è esteso il fenomeno e come sviluppare strumenti dedicati per poter monitorare e rilevare questo tipo di discriminazione di genere? Se ne parlerà nella conferenza “La ricerca come risorsa per il cambiamento sociale. Contrastare le discriminazioni di genere all’università e sul lavoro” che si terrà oggi, lunedì 24 novembre alle 18 a Palazzo Piomarta (Rovereto - Corso Bettini, 84 - Aula 15). La conferenza è organizzata dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive in collaborazione con il Centro studi di genere ed Equità e diversità dell’Università di Trento. Il programma e maggiori informazioni sono disponibili sul sito: https://eventi.unitn.it/cambiamento-sociale

Gli strumenti giuridici contro la violenza di genere.  Si intitola “Il ruolo del diritto penale, tra risposte punitive e non punitive” l’incontro in programma mercoledì 26 dicembre alle 11 al Palazzo di Giurisprudenza (Trento - Via Verdi, 53). Un’occasione per riflettere dei reali effetti di una politica repressiva e di inasprimento delle pene per i reati commessi contro le donne. L’incontro è aperto alla cittadinanza. Per partecipare ci si può iscrivere online a questo form: https://survey.unitn.it/q/index.php/141776?lang=it

Lo sportello antiviolenza. Da un anno l’Università di Trento ha aperto uno spazio di ascolto al Centro Antiviolenza di Trento dedicato a tutte le donne dell'Ateneo di Trento (studentesse, ricercatrici, docenti, dipendenti tecniche e amministrative). Lo sportello è operativo due volte al mese nella sede del Centro Antiviolenza di Trento che si trova in via Dogana, 1. In un luogo riservato e sicuro le donne sono accolte dalle operatrici del Centro per raccontare la propria esperienza, sia in ambito familiare che sociale o all’interno delle strutture universitarie, ricevere informazioni e ragionare insieme su come uscire dalla situazione di violenza. Per maggiori informazioni: https://www.unitn.it/it/node/856

Altri studi sulla violenza. Nei giorni scorsi a Merano la presentazione dei risultati di una ricerca sulle conseguenze transgenerazionali della violenza sessualizzata. Lo studio si chiama Traces (Transgenerational Consequences of Sexual Violence) ed è stato condotto dall’Università di Trento in collaborazione con il Forum Prevenzione e il Museo delle Donne di Merano. I risultati mostrano gli effetti profondi, duraturi e generazionali della violenza sessualizzata nel lungo periodo e attraverso le generazioni, soprattutto quando le violenze non vengono riconosciute né affrontate. Emerge da qui la necessità di una prevenzione adeguata. Il lavoro, sostengono le studiose che l’hanno condotto, mostra anche come il cambiamento sia possibile: attraverso il riconoscimento da parte della società, il sostegno alle persone sopravvissute e alle loro famiglie, l’assunzione di responsabilità politica. 

Si è appena concluso infine, il progetto Prin “GeNoMa Violence. Gender Norms, Masculinities and Violence against Women” che vede coinvolte diverse università italiane ed è coordinato, per l’ateneo di Trento, da Alessia Donà, professoressa di Scienza politica al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale. Lo studio è volto ad approfondire e studiare il fenomeno della violenza di genere e della violenza maschile contro le donne per produrre un avanzamento delle conoscenze scientifiche negli studi di genere, promuovere una comunicazione più efficace per le istituzioni e i media, costruire una “cassetta degli attrezzi” rivolta a insegnanti e giovani. 
Questo il link al progetto: https://genoma.prin.unige.it/

(p.s.)