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Trento
8 Febbraio 2019

Le sfide della Corte costituzionale

Conferenza all’Università di Trento con due protagoniste: le giudici Marta Cartabia e Daria de Pretis (rispettivamente, vice presidente e componente della Consulta). L’appuntamento, per la comunità universitaria e cittadina, è in programma mercoledì 13 febbraio alle 15 al Palazzo di Giurisprudenza

«Crediamo che in questo particolare momento storico ci sia più che mai bisogno di conoscere il lavoro delicato e vitale che la Corte costituzionale svolge a tutela dei diritti, della democrazia e dei principi fondamentali della convivenza civile stabiliti dalla Costituzione» spiega Carlo Casonato che ha promosso l’incontro

Vitalizi e toponomastica. Fecondazione eterologa, vaccinazioni obbligatorie e fine vita. Decreto sicurezza e divieto di iscrizione all'anagrafe per i richiedenti asilo. La Corte costituzionale è interpellata su questioni diverse. Unico, però, è il suo obiettivo: garantire il rispetto della Costituzione della Repubblica italiana. La Consulta è chiamata a verificare la conformità delle leggi alla Carta costituzionale e ai principi fondamentali in essa affermati. Si pronuncia, inoltre, sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e tra lo Stato e le Regioni (e le Province autonome) e tra le Regioni, sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica e sull’ammissibilità dei referendum abrogativi.
Per approfondire criteri e metodo di lavoro e per riflettere su vecchie e nuove sfide, l’Università di Trento ha organizzato la conferenza “La Corte costituzionale: giudice delle leggi e dei diritti” con la partecipazione di due protagoniste: le giudici Marta Cartabia (vice presidente) e Daria de Pretis. In apertura sono previsti i saluti istituzionali del rettore Paolo Collini e del preside della Facoltà di Giurisprudenza Fulvio Cortese. A introdurre le giudici sarà Carlo Casonato. L’appuntamento è in programma mercoledì 13 febbraio alle 15 al Palazzo di Giurisprudenza (Trento – Via Verdi, 53).
«È un incontro rivolto alla comunità accademica e a tutta la cittadinanza» dice Carlo Casonato, responsabile del progetto Biodiritto della Facoltà di Giurisprudenza e rappresentante del comitato scientifico che ha promosso l’iniziativa. «Crediamo che in questo particolare momento storico ci sia più che mai bisogno di conoscere il lavoro delicato e vitale che la Corte costituzionale svolge a tutela della democrazia e dei principi fondamentali della convivenza civile. Tutte le Costituzioni nascono per limitare i poteri, anche quelli del Parlamento e del Governo, e per garantire eguaglianza e diritti. La nostra Costituzione è stata costruita partendo dalla persona, senza distinzioni di colore della pelle, di etnia o di religione, e ha la forza di considerare eguaglianza e solidarietà principi fondamentali. Questi principi però sono oggi messi in discussione, soprattutto per le persone migranti che invece dovrebbero spingerci, in tutt’Europa, a riscoprire il bagaglio di valori che ci accomuna e che sta alla base della nostra civiltà».
L’incontro “La Corte costituzionale: giudice delle leggi e dei diritti” si colloca nel ciclo di approfondimenti su temi di attualità con esperti ed esperte (“Meeting the expert” nell’ambito del modulo JM-BioTell”, dal 13 febbraio al 3 aprile 2019 al Palazzo di Giurisprudenza), che anche quest’anno viene promosso all’Università di Trento dal Centro europeo di eccellenza Jean Monnet con il progetto Biodiritto della Facoltà di Giurisprudenza.
Il ciclo si aprirà alle 11, sempre mercoledì 13 febbraio al Palazzo di Giurisprudenza con la lezione inaugurale del corso Jean Monnet di BioDiritto Europeo. La lezione sarà tenuta dalla giudice Marta Cartabia e sarà dedicata al “Biodiritto al tempo delle Corti, tra legge e giurisdizione”. Introdurranno i responsabili del corso: Carlo Casonato e Simone Penasa (Università di Trento).
(e.b.)