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Trento
24 Aprile 2018

Dieci milioni ai giovani ricercatori e alla ricerca di base

Approvato oggi dal CdA di Ateneo il bilancio consuntivo 2017. L’Ateneo riserva una quota del risultato d’esercizio all’investimento su giovani, ricerca di base e infrastrutture. Nel bilancio, proventi e contributi per 191 milioni. Voci di costo principali: personale con 91 milioni e costi della gestione corrente con 52 milioni

Approvato oggi all’unanimità dal Consiglio di amministrazione il Bilancio unico d’Ateneo 2017 dell’Università di Trento. Il conto economico evidenzia ricavi e proventi per 190,7 milioni a fronte di costi operativi per 163,2 milioni con un risultato d’esercizio positivo di 27,8 milioni. Accogliendo la richiesta del rettore, il Consiglio di amministrazione ha riservato una parte di questa quota – pari a 10 milioni – ad un piano triennale di interventi per sostenere la ricerca di base e i progetti strategici, per favorire i giovani ricercatori e per rafforzare le infrastrutture di ricerca.
Il dato relativo a proventi e contributi, a cui concorrono poste straordinarie non ricorrenti per 10 milioni, è composto principalmente da stanziamenti dalla Provincia autonoma di Trento e da altri enti per 142,5 milioni, contributi e tasse da studenti per 20,1 milioni e proventi da ricerche per 20,9 milioni.
Le entrate principali provengono dalla Provincia autonoma di Trento che, tra contributi in conto esercizio, contributi in conto capitale e per ricerche competitive, trasferisce all’Ateneo circa 130 milioni di contributi, come previsto dalla delega in materia di Università. Nel corso del 2017 il quadro della liquidità complessiva di Ateneo è migliorato per quanto riguarda l’incasso crediti relativi ad assegnazioni sia sul 2017, sia sugli anni precedenti.
A contribuire al risultato d’esercizio molto positivo concorrono anche due fattori. Innanzitutto i contributi ricevuti dall’Unione europea, che ammontano a 14,4 milioni (12,6 per finanziare progetti di ricerca e 1,8 milioni per borse di studio e altri progetti nell’ambito della mobilità internazionale). Questa voce di finanziamento testimonia la capacità consolidata dell’Ateneo trentino di attrarre finanziamenti consistenti anche a livello internazionale, nonostante la crescente concorrenza. In aggiunta, sono in aumento rispetto allo scorso anno anche i contributi assegnati dal MIUR. Ciò in seguito alla risoluzione dei dubbi interpretativi della legge delega circa la partecipazione dell’ateneo all’assegnazione di fondi statali di incentivazione. Infine, si assesta su 936 mila euro la contribuzione a specifici progetti di ricerca da parte della Fondazione Caritro. 
Il totale dei costi d’esercizio 2017 ammonta a 163,2 milioni, con una diminuzione del 3,7% rispetto all’esercizio 2016. La voce più significativa è quella del costo del personale che, in attesa di accogliere gli adeguamenti retributivi di legge, si assesta su 90,6 milioni, in lieve diminuzione (-1%) rispetto allo scorso esercizio.
Un’altra voce consistente è quella dei costi della gestione corrente, pari a 52,1 milioni di euro (-4% rispetto al 2016), di cui 24,4 specificatamente destinati alle attività di didattica e ricerca e al sostegno agli studenti.

L’edilizia
Nel corso del 2017, l’attività edilizia ha riguardato la costruzione della nuova Biblioteca nel campus di Mesiano e la prosecuzione dei lavori al compendio Manifattura di Rovereto. Sono state inoltre concluse le progettazioni esecutive per la ristrutturazione di laboratori le cui procedure di gara saranno avviate nel 2018. Completata anche la procedura di gara per fornitura e installazione della Magnetic Resonance Imaging che verrà collaudata entro il primo semestre del 2018.

(a.s.)