Trento
4 Aprile 2023

Anche l’Università di Trento apre un corridoio dall’Africa

L’Ateneo trentino aderisce con una borsa di studio al progetto Unicore (University Corridors for Refugees). Nel complesso, 32 università italiane accoglieranno 61 persone rifugiate in Kenya, Niger, Nigeria, Sud Africa, Uganda, Zambia e Zimbabwe

C’è anche l’Università di Trento tra i 32 atenei italiani aderenti al progetto dei corridoi universitari Unicore (University Corridors for Refugees). L’obiettivo è dare la possibilità a 61 persone rifugiate di proseguire il loro percorso accademico in Italia. Studenti e studentesse, attualmente rifugiati/e in Kenya, Niger, Nigeria, Sud Africa, Uganda, Zambia e Zimbabwe, saranno selezionati/e sulla base del merito e della motivazione, attraverso un bando appena pubblicato.
Il progetto offre alle persone rifugiate l’opportunità di arrivare in Italia in maniera regolare e sicura per proseguire gli studi, in linea con l’obiettivo dell’Unhcr, agenzia Onu per i rifugiati, di rafforzare i canali di ingresso per rifugiati e di raggiungere un tasso di iscrizione a programmi di istruzione superiore al 15% nei paesi di primo asilo e nei paesi terzi. Unicore è nato nel 2019 e finora ha offerto più di 180 borse di studio.
«Con l’adesione al progetto Unicore l’Università di Trento aggiunge un ulteriore tassello al suo impegno sul fronte dell’equità e della giustizia sociale e in particolare delle progettualità volte a favorire l’accesso all’istruzione universitaria e l’integrazione nella comunità accademica di studenti rifugiate/i e di studiose/i a rischio titolari o richiedenti protezione internazionale, nell’ambito del Manifesto dell’Università inclusiva, promosso da Unhcr, a cui l’ateneo aderisce dal 2019», commenta Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità UniTrento.
«A differenza del progetto Futura, che prevede l’accoglienza di giovani già presenti sul territorio nazionale, il progetto Unicore si basa invece sull’attivazione di corridoi umanitari da campi profughi collocati in diversi paesi africani, all’interno di una più ampia rete di università e in partnership con diverse organizzazioni del territorio, tra cui Astalli, Caritas e GrIS» spiega.
Il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Unhcr, Caritas italiana, Diaconia Valdese, Centro Astalli, Banca Etica e Gandhi Charity, oltre a un’ampia rete di partner locali che assicureranno il supporto necessario a studenti e studentesse durante il programma di laurea magistrale di due anni e favoriranno la loro integrazione nella vita universitaria. Dopo la selezione, studenti e studentesse inizieranno il loro percorso di inclusione in Italia con i corsi di lingua italiana che saranno erogati da remoto dalle Università per Stranieri di Perugia e Siena e dall'Università di Notre Dame.
Il bando chiuderà il 19 maggio 2023 e tutte le informazioni sono disponibili sulla pagina web italiano/inglese.

(e.b.)