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Trento
16 Ottobre 2017

Università a sviluppo sostenibile

L’Ateneo di Trento ha adottato il Piano strategico 2017/2021, uno strumento per tenere alta la qualità della didattica e della ricerca in una situazione finanziaria meno rosea rispetto a quella pre-crisi. Il documento, che ha visto una redazione partecipata, incoraggia le iniziative interdipartimentali in grado di inserirsi in campi in espansione e di intercettare finanziamenti. L’iter del Piano era iniziato nella primavera dello scorso anno. Oggi l’approvazione del Consiglio di amministrazione

Università a sviluppo sostenibile. In altre parole: continuare a fare bene in una prospettiva finanziaria meno rosea rispetto al passato. È la scommessa che l’Ateneo di Trento intende vincere con il Piano strategico 2017/2021, approvato oggi dal Consiglio di amministrazione. Il fabbisogno stimato complessivo per il quinquennio è di 12.709.000 euro.
Il piano programmatico pluriennale si muove lungo quattro linee guida che vedono UniTrento impegnata nel rispondere a problemi e opportunità socio-culturali (a cominciare dal fenomeno delle migrazioni e dell’invecchiamento della popolazione), a dare il suo contributo alla ricerca scientifica e innovazione tecnologica per la competitività del Paese (come previsto dal Piano nazionale 4.0), nel favorire l’integrazione e la collaborazione come motore di sviluppo della ricerca nelle aree in cui l’Ateneo ha grandi risultati e potenzialità (dalla ricerca spaziale alle tecnologie quantistiche) e nel migliorare la didattica e la ricerca dell’Università nel segno dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e dell’inclusione (con iniziative durante e dopo gli studi).
Colonna portante sono 35 progetti strategici che prevedono il consolidamento e l’espansione dell’azione dell’Università di Trento con le sue risorse umane, le sue competenze e le sue infrastrutture nel segno della qualità e della sostenibilità. Il documento incoraggia le iniziative interdipartimentali e multidisciplinari in grado di inserirsi in campi in espansione e di intercettare finanziamenti.
Il rettore di UniTrento, Paolo Collini, spiega: «Il Piano strategico 2017/2021 si propone di essere uno strumento di ri-orientamento che, senza intaccare la buona qualità già raggiunta nella didattica e nella ricerca, aiuti l’Ateneo a crescere anche in una situazione finanziaria meno rosea rispetto a quella pre-crisi, facendo emergere le capacità esistenti, sostenendole e orientandole verso nuove aree di interesse. I grandi investimenti del passato oggi ci collocano nella posizione privilegiata di avere a disposizione buone infrastrutture e un capitale umano di grande qualità: partendo da qui l’Ateneo può progettare la crescita e lo sviluppo futuro anche senza dover contare su rilevanti risorse aggiuntive».
Altro punto qualificante è la collegialità. Il documento, infatti, è il risultato di un processo di redazione partecipata. «Solo intersecando gli obiettivi strategici dell’Ateneo con le capacità e le volontà della comunità universitaria – osserva Collini – diviene possibile realizzare le azioni programmate senza aumentare le risorse disponibili. Far leva sulla capacità di innovazione dei ricercatori, sulle competenze esistenti orientandole in chiave interdisciplinare, raccogliendo il loro consenso riguardo alle strategie future è la strada per progettare un realizzabile cambiamento di portata strategica».
Il presidente del Consiglio di amministrazione di UniTrento, Innocenzo Cipolletta, sottolinea: «La redazione del piano ha coinvolto l'intera università e il Consiglio di amministrazione che ha dedicato diverse riunioni all'esame del piano apprezzandone l'impianto e le ricerche proposte. Il Cda si riserva anche di allocare ulteriori finanziamenti a specifiche ricerche del Piano».
Il documento si sofferma anche sulla cosiddetta terza missione ovvero sullo scambio reciproco continuo con il territorio, sul contributo che l’Ateneo può dare e su quello che può ricevere. «La ricerca e l’insegnamento universitario – si legge - sono un elemento fondamentale di crescita culturale, economica e sociale della nostra società e del territorio». E ancora: «L’Università può ricevere un importante contributo dal dialogo e dalla collaborazione con i vari attori esterni, della società, della cultura, dell’economia, delle professioni, della ricerca industriale. L’Università di Trento ricerca e coltiva questo dialogo e confronto in modo programmatico».
L’iter di redazione del Piano strategico
La consultazione partecipata inizia tra maggio e giugno 2016 con un brainstorming tra Senato accademico e Consulta dei direttori di Dipartimento/Centro. Vengono analizzate le criticità del precedente Piano strategico e i risultati già raggiunti dall’Ateneo. Si discutono le prospettive di miglioramento nel medio e lungo periodo e si individuano gli snodi strategici da affrontare.
A luglio, quindi, il Consiglio di amministrazione definisce i criteri generali e le linee di indirizzo. Tra agosto e dicembre 2016 la fase di condivisione partecipata ed elaborazione con la stesura di un primo documento “Visione e obiettivi generali” e la discussione e riorganizzazione del documento nei diversi organi di governo, nel board dei dirigenti, nel Presidio di qualità di Ateneo, nella Consulta del PTA e nel Consiglio degli studenti. Il documento viene quindi condiviso con la comunità universitaria in un incontro pubblico.
A gennaio 2017 il raccordo con il Piano integrato (il documento che specifica i piani operativi delle strutture accademiche e gestionali orientati ai processi di assicurazione della qualità e alle priorità strategiche del triennio 2017/19) e il lancio della call per la presentazione di progetti strategici.
Tra febbraio e marzo poi il raccordo con i Piani di Dipartimento/Centro e la selezione dei progetti strategici. Vengono selezionati 35 progetti strategici e individuate azioni prioritarie con una portata più operativa all’interno dei Piani di Dipartimento/Centro.
Tra maggio e ottobre 2017 la valutazione della sostenibilità economica delle proposte: il Consiglio di amministrazione approva l’impostazione del Piano strategico e i contenuti dei progetti strategici (laboratori interdipartimentali, progetti di didattica e azioni trasversali). Il Senato accademico valuta la sostenibilità economica dei progetti strategici selezionati e delle azioni di miglioramento identificate nei Piani delle strutture accademiche e adotta il Piano strategico. E oggi, 16 ottobre, il Consiglio di amministrazione stabilisce i vincoli finanziari e approva il Piano strategico.

(e.b.)