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Trento
4 Ottobre 2016

Domotica e riabilitazione, con «Ausilia» ora è possibile

Si è tenuto oggi, all’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana, il primo workshop per la presentazione di Ausilia (Assisted Unit for Simulating Independent LIving Activities) il progetto finanziato dalla Provincia autonoma di Trento e realizzato attraverso una collaborazione tra l’Università degli studi di Trento e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Ausilia combina un ambiente aperto di ricerca e innovazione con un servizio clinico ospedaliero nell’ambito della somministrazione di ausili a persone disabili unendo le competenze mediche e le migliori tecnologie a favore della riabilitazione motoria e cognitiva.

In apertura del convegno il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi ha voluto ricordare Pino Melchionna, recentemente scomparso, per il suo impegno volto permettere alle persone con disabilità una vita indipendente. «Il nostro obiettivo – ha detto Rossi – sono le persone e ad alcune di esse dobbiamo un’attenzione particolare. La Provincia ha finanziato e ha fortemente creduto nel progetto Ausilia, per le soluzioni che è in grado di fornire nel restituire autonomia alle persone con disabilità. L’augurio è che questa innovativa sperimentazione diventi una pratica definitiva nelle attività riabilitative e per questo ringrazio quanti hanno fino ad ora contribuito alla buona riuscita del progetto». Al ringraziamento si è associato l’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, che ha evidenziato l’importanza del progetto Ausilia per dare autonomia alle persone con disabilità «un esempio di collaborazione positiva tra Università, Azienda sanitaria con il supporto della Provincia che ha dimostrato che lavorando insieme e facendo rete si possono ottenere risultati importanti. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a dare un supporto alle persone con disabilità garantendo dignità, riducendo l’ospedalizzazione e favorendo, anche attraverso l’utilizzo della tecnologia, la permanenza nel proprio ambiente familiare». 
Paolo Collini rettore dell’Università di Trento ha elogiato la passione di molti ricercatori che porta a ottenere risultati in molti progetti. «Per noi – ha detto Collini – è molto importante poter dare un contributo a temi così rilevanti come quelli del progetto Ausilia, portando capacità di lavoro e di ricerca. Nella nostra provincia abbiamo un contesto favorevole, non solo per la una grande attenzione al cittadino e alla qualità dei servizi ma anche per la voglia di sperimentare, innovare e aprire nuove strade. La trasformazione di questo progetto in un laboratorio vivente, un living lab, dove le persone che conoscono il problema perché lo vivono sperimentano, collaborano, interagiscono facendo in modo che la conoscenza dei problemi possa diventare stimolo per lo sviluppo della ricerca e delle tecnologia».
Paolo Bordon direttore generale dell’Apss ha evidenziato «il progetto Ausilia è l’esaltazione di un lavoro di squadra tra l’Università di Trento, la Provincia e l’Apss che ha trovato nel Villa Rosa, dati l’eccellenza delle professionalità e il contesto logistico, la possibilità di creare un laboratorio finalizzato allo studio e allo sviluppo di tecnologie nel mondo della domotica. La concertazione tra tutti gli attori nell’affrontare le sfide del progetto ha portato dei risultati e il mio ringraziamento va a tutti i professionisti dell’Apss che si sono adoperati per far sì Ausilia diventasse una realtà».
Nel corso del workshop, moderato da Giandomenico Nollo del Laboratorio interdipartimentale BIOtech, sono intervenuti Nunzia Mazzini e Giovanni Guandalini dell’ospedale riabilitativo Villa Rosa, Francesco De Natale del Dipartimento di ingegneria e scienza dell’informazione, Antonio Frattari del Dipartimento di ingegneria civile ambientale e meccanica, Mariolino De Cecco del Dipartimento i ingegneria industriale e rappresentanti di realtà italiane ed europee connesse ad Ausilia, che hanno toccato i vari aspetti connessi al mondo delle disabilità e della somministrazione degli ausili e presentando il modello di living lab che sta alla base del progetto Ausilia.
La mattinata si è conclusa con la visita al living lab Ausilia realizzato all’interno dell’ospedale Villa Rosa, il centro riabilitativo dell’Apss e punto di riferimento provinciale per le disabilità motorie e cognitive. Il laboratorio Ausilia è diviso in due ambienti: una palestra ausili per disabili motori e cognitivi e un appartamento domotico, ambedue attrezzati con apparecchiature e sistemi di analisi e monitoraggio. La palestra viene utilizzata per far sperimentare alle persone disabili le diverse configurazioni ergonomiche abitative affinché possano trovare le soluzioni che apportano maggior beneficio ai propri deficit funzionali. Nell’appartamento domotico viene poi riproposto quanto provato nella palestra in modo che la persona possa sperimentare gli ausili a lui più idonei in un ambiente realistico. Al termine della sperimentazione gli viene consegnato un protocollo, che gli consente di strutturare la propria abitazione con le tecnologie testate e risultate idonee a renderlo maggiormente autonomo, con la possibilità, quindi, di essere circondato da un ambiente che non percepisce più come ostacolo, bensì come ausilio per migliorare la qualità della propria vita.